ANNAMARIA TREVISAN

Testo: Virgilio Scapin
scritto in occasione della mostra

Avevo saputo che l’Anna Maria si era caparbiamente messa in testa di volare alto, di arrivare addirittura fino alle volte, ai soffitti delle chiese per affrescarle e mi ero detto, questa Anna Maria è proprio impazzita, non sa quale aspro futuro l’attende!

Per dipingere le immense volte sacre bisogna starsene malamente sdraiati su scomodi ponteggi, attenti che l’intonaco non si asciughi, si indurisca non permettendo ai colori di penetrare in profondità, sempre con il naso all’insù, le gocce che colano sugli occhi che bruciano, la faccia che si trasforma in maschera. Per reggere a tutte queste fatiche devi essere dotato di una muscolatura da atleta, michelangiolesca e non di una complessione delicata, come la nostra artista.

Ma quando questa testarda Anna Maria mi ha condotto fino alla chiesa di Solesino e mostrandomi, con giusto orgoglio, l’immenso affresco che copriva gran parte del soffitto ha detto, questo l’ho fatto io, ho dovuto arrendermi, smetterla di fare il profeta di sciagure.

Mi guardava con gli occhi della vincitrice, l’aveva spuntata sui ponteggi, sulle gocce, sulle malte. Intanto era arrivato anche il parroco e committente e artista si davano da fare per spiegarmi quell’enorme superficie dipinta.

L’affresco si estendeva per 114 metri quadrati e rappresentava l’assunzione della Vergine in cielo. In un tripudio di angeli, arcangeli, troni e dominazioni, al cospetto di Gandhi, Papa Woityla, Giovanni XXIII, Luther King, Madre Teresa di Calcutta, la Madonna sale alla gloria celeste. Il prete mi aveva prestato un binocolo.

Così vedrà meglio, mi aveva detto abbozzando un sorriso, così potrà rendersi conto della bellezza dell’opera. Ficcavo gli occhi nelle facce di quei personaggi, l’Anna Maria vi aveva dispiegato tutta la sua bravura, come avesse dipinto al cavalletto.

Il prete ci aveva invitati in canonica per mostrarci l’incredibile lavoro prepatorio. Studio delle prospettive, accostamento dei colori, dettagli provati, sull’intonaco che non ammette ripensamenti, vuole decisioni rapide. Questo affresco ha già creato all’Anna Maria chiara fama, chiamata in altre chiese. Fate un salto fino a Sarcedo. L’affaire dell’affresco deve divertire molto la nostra artista, quella lotta subdola contro il tempo, la deve spronare. Ora si fa addirittura preparare delle porzioni di malta fresca della porzione di un quadro e lo colloca su un cavalletto. Come avesse davanti una fetta di volta sacra, con il tratto sicuro, senza ripensamenti, crea degli straordinari affreschi portatili. Alcuni sono esposti alla bottega d’arte Pozzan.